Il lancio di Claude Cowork, il nuovo agente AI di Anthropic, ha scatenato una reazione violenta sui mercati. In India, cuore globale dell’outsourcing IT, in pochi giorni sono evaporati circa 22 miliardi di dollari di capitalizzazione, con l’indice Nifty IT in calo di oltre il 6%. Ma il terremoto non si è fermato lì: anche colossi del software globale hanno subito perdite significative.
La paura ha un nome già coniato: “SaaSapocalypse”, l’apocalisse del modello Software as a Service. L’idea è semplice e inquietante: se un singolo large language model, opportunamente configurato, può svolgere attività che oggi richiedono decine di software verticali, che fine faranno quelle aziende?
Ma è davvero l’inizio della fine per il SaaS? Il timore è che agenti AI generalisti, configurati tramite plug‑in verticali, possano sostituire intere categorie di applicazioni SaaS.
La vera domanda è: gli LLM agentici possono sostituire le piattaforme enterprise critiche oppure ne diventeranno un layer?
Perché Claude Cowork fa paura
Claude Cowork non è un semplice chatbot. È un agente AI progettato per diventare un “collega digitale”: trova file, crea report, sintetizza email, prepara presentazioni, automatizza workflow documentali.
La vera svolta non è tecnologica, ma strategica: Anthropic è passata dalla vendita del modello (API) al controllo diretto del workflow, pubblicando plug-in verticali per ambiti come legale, finanza, marketing, gestione prodotti e analisi dati.
Questo cambia gli equilibri. Quando le piattaforme AI offrono soluzioni verticali pronte all’uso, non sono più infrastruttura neutrale: diventano concorrenti diretti delle aziende SaaS costruite sopra di esse.
Dove il rischio SaaSapocalypse è reale
Non tutto il SaaS è uguale. Alcuni segmenti sono più esposti di altri.
Software documentali e workflow leggeri
Se un SaaS:
- si limita a orchestrare documenti
- non possiede dati proprietari strutturati
- non integra sistemi mission-critical
- non ha logiche di dominio complesse
allora un agente AI può sostituirlo o comprimerne drasticamente il valore.
Esempi:
- contract review di base
- reportistica standard
- sintesi e compliance preliminare
- presentazioni e document automation
Qui il valore è nell’esecuzione del task, non nell’architettura sottostante. Se il valore è nel “processo” più che nella proprietà dei dati o nella logica proprietaria, un LLM ben orchestrato può sostituirli.
Outsourcing IT ad alta intensità di lavoro
I modelli di business basati su:
- coding di base
- testing manuale
- data labeling e data management
- supporto tecnico di primo livello
sono vulnerabili perché il loro vantaggio competitivo è nella scala del lavoro umano, non nella proprietà tecnologica.
Un LLM agentico può ridurre drasticamente le ore fatturabili. Il modello di business di molte aziende — soprattutto in India — è legato alle ore fatturabili di grandi team. Se l’AI riduce drasticamente quelle ore, i margini si comprimono.
Ma da qui a dichiarare morto il SaaS, ce ne passa.
Il SaaS non è una funzionalità
Molti osservatori stanno facendo un errore concettuale: confondere il SaaS con una feature.
Il SaaS non è un report, una sintesi o una revisione documentale, piuttosto è
- un modello di distribuzione
- un modello di pricing ricorrente
- un’infrastruttura integrata nei processi aziendali
- un sistema con responsabilità legale e compliance
Un LLM può replicare una funzione, non replica automaticamente l’intero sistema di governance che sta dietro a un software enterprise.
Il vantaggio competitivo del SaaS: verticalità reale
I SaaS forti non sono “wrapper” sopra un’API AI, sono piattaforme che incorporano:
- database strutturati proprietari
- logiche di business codificate negli anni
- modelli di rischio
- workflow certificati
- integrazioni profonde con ERP, CRM, sistemi contabili
Un software bancario core, una piattaforma assicurativa, un sistema di gestione clinica o un ERP industriale non sono semplicemente interfacce intelligenti: sono infrastrutture critiche.
Sostituirle con un LLM generalista richiede molto più di qualche plug-in.
Sicurezza, compliance e responsabilità: il vero differenziale
C’è poi un aspetto che il mercato tende a sottovalutare nei momenti di euforia o panico: la responsabilità legale. Un SaaS di tipo enterprise offre:
- audit trail completi
- gestione granulare dei permessi
- certificazioni (SOC2, ISO, GDPR, HIPAA, ecc.)
- SLA contrattuali
- data residency controllata
- responsabilità chiara in caso di errore
Un LLM generalista, anche se potente, non è automaticamente conforme ai requisiti normativi di ogni settore e giurisdizione. Le grandi aziende non comprano solo efficienza. Comprano riduzione del rischio.
Ed è qui che il SaaS verticale mantiene un vantaggio decisivo.
Il vero scenario: integrazione, non sostituzione
Lo scenario più probabile non è AI vs SaaS ma un’architettura a tre livelli:
- Core Systems (ERP, CRM, sistemi finanziari, sistemi clinici)
- SaaS verticali con logica di dominio e compliance
- Agent Layer AI per orchestrazione e interazione naturale
In questo schema, l’LLM diventa: interfaccia intelligente, acceleratore operativo e copilota decisionale, ma non sostituisce:
- sistemi di record
- sistemi transazionali
- piattaforme regolamentate
Il rischio non è l’estinzione del SaaS, ma la sua evoluzione forzata. Le piattaforme che si limitano a offrire funzionalità facilmente replicabili sono vulnerabili. Quelle che integrano l’AI in modo proprietario, rafforzando sicurezza, verticalità e controllo del workflow, possono diventare ancora più centrali.
Conclusioni
Chi controllerà il workflow?
La vera partita non è tecnologica ma strategica, su chi controlla il flusso di lavoro, l’accesso ai dati, l’integrazione con i sistemi e la governance del rischio Gli LLM agentici provano a salire di livello, dal modello al workflow, ma le imprese enterprise difficilmente rinunceranno al controllo strutturale dei propri processi critici. Il futuro non sarà dominato solo dagli LLM, ma da chi saprà incorporarli dentro piattaforme verticali ad alto valore aggiunto.
Se c’è un’apocalisse in corso, non è quella del SaaS.
- È quella dei software mediocri.
- È quella dei modelli di business basati solo su ore fatturabili.
- È quella dei “thin wrapper” sopra API di terzi.
Il SaaS che sopravviverà — e probabilmente prospererà — sarà quello che:
- integra AI in modo strutturale
- offre sicurezza e compliance robuste
- possiede dati e logiche di dominio
- controlla davvero il workflow
La “SaaSapocalypse” è un neologismo efficace, ma la storia più interessante è un’altra: la trasformazione del SaaS da applicazione a infrastruttura intelligente. E quella è appena iniziata.


